RAFFAELLO SIMEONI

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Raffaello & Massimo

L'artista

        

        "TERRE IN VISTA"
Intervista a Raffaello & Massimo

 




1) "Terre in vista", il vostro nuovo lavoro discografico, arriva dopo un lungo percorso musicale e culturale: rappresenta, per voi, il punto di arrivo di questo percorso o un punto di partenza?

MASSIMO
Potrebbe essere considerato  un punto di arrivo se penso di essere partito dalla semplice musica tradizionale irlandese. Preferisco invece considerarlo un punto di partenza perché  qua c'è stato un lavoro di composizione decisamente più articolato, così come in altri miei lavori recenti, e credo di poter considerare questa metodologia come molto efficace e soddisfacente per me, quindi spero di poterla riproporre in futuro.
RAFFAELLO
…più che  essere un punto di partenza o di arrivo, ritengo sia una tappa molto importante di un lungo percorso musicale iniziato ormai da qualche anno….

2) Quale pensi possa essere il filo conduttore di questo nuovo album?
MASSIMO
Lo posso riassumere in una parola: INCONTRO. L'incontro di mondi diversi, sia musicali che geografici, da ascoltare, guardare e vivere. E se siamo fortunati magari a qualcuno viene pure in mente che questi mondi così diversi possano pure convivere
RAFFAELLO
E' un disco di passione e di amori costruito artigianalmente come  piace fare a tutti e due, ognuno nel suo studio a duecentocinquanta km di distanza con una solitudine condivisa ma un piacere vitale   ed un entusiasmo fortissimo quasi infantile.
Il percorso di Terre in vista è proprio questo, la ricerca  di un approdo che nessuno di noi due spera di trovare, una nuova terra ancora tutta da scoprire, un’ isola che non c'è.

3) L 'incontro con Raffaello Simeoni: come nasce questo incontro? sonorità differenti, modi diversi ed assolutamente personali di esprimere la musica: Mediterraneo e Nord Europa, quali difficoltà avete incontrato per amalgamare ed unire questi due modi sonori apparentemente così lontani? quali invece le affinità musicali tra di voi? e le sonorità del nuovo disco che sono venute fuori a quale dei due mondi appartengono?
MASSIMO
Io e Raffaello abbiamo suonato insieme per la prima volta nel 2000 in uno spettacolo a Roma con artisti vari; la prima cosa che suonai con lui fu la sua AMANS AMANTIS, ed entrambi rimanemmo molto sorpresi dall'intensità raggiunta in quella prima esecuzione, fra l'altro senza ausilio di prove. Già da allora scoprimmo una grande affinità nel modo di scrivere: siamo tutti e due  musicalmente “ afflitti”  da una  sottile vena melanconica, romantica quanto basta, che prende forma molto spesso in brani in tonalità minore e che, secondo me, fornisce grande intensità alla musica. Penso di poter affermare che io e Raffaello siamo addirittura complementari; del resto REATINO ed ARETINO sono solo un anagramma.... non ho incontrato grandi difficoltà ad unire i nostri due mondi di appartenenza;  ho sempre pensato che se avessimo fatto un disco insieme il risultato sarebbe stato splendido. Speriamo di non essere smentiti adesso!!
RAFFAELLO
Ho incontrato Massimo Giuntini tanti anni fa, quando con i Novalia frequentavo  l'ambiente musicale toscano in particolare quello fiorentino dove alla  meta' degli anni ottanta nasce  il movimento del nuovo rock italiano, piu' tardi lui con i Modena C.R.e io sempre con Novalia abbiamo diviso i palchi di mezza Italia, li ci siamo annusati e incuriositi l'uno dell'altro e rincorsi per anni. …
Tutti e due attratti dai suoni del Nord Europa, io piu' anarchico correvo e cerco ancora tanti mondi da esplorare, lui piu' disciplinato, che aveva studiato in Irlanda la Uillean pipe e la sua musica di tradizione , io innamorato da sempre della musica irlandese e bretone, cresciuto suonando al flauto e alla chitarra la musica di Stivell e i Clannad con i quali scappai a 17 anni durante una loro tourne' in Italia, insomma tanti amori sonori in comune.
Ci ritroviamo casualmente dopo qualche anno a suonare insieme come ospiti in progetto di musica irlandese e da li' sono nate parecchie collaborazioni, registra un brano nel mio disco d'esordio da solista Controentu dal titolo Belfast, poi tanti concerti insieme ed e' sempre magia, e ogni volta la  frase “ma quando facciamo un disco nostro?”
Cosi' nasce Terre in vista   
          
4) In passato la musica popolare ha effettuato un enorme salto culturale, sdoganando la c.d. musica "Folk" dall' ambito puramente locale e territoriale: nasce la c.d. "musica etnica" colta e raffinata, frutto di ricerca applicata alla memoria musicale: Novalia, Modena City Ramblers, Al Darawish, Musicanova, Almamegretta, Eugenio Bennato,
Ambrogio Sparagna, tanto per citarne alcuni. questo nuovo disco si pone nel solco di questa recente tradizione musicale o rappresenta per te un punto di svolta rispetto al passato?
MASSIMO
Non saprei dire se sia un punto di svolta: di sicuro abbiamo fatto un tipo di lavoro diverso rispetto a quello fatto da tutti quei grandi artisti da te citati, visto quanto tempo è passato, quanto è cambiata la tecnologia nella musica; nel contempo è ovvio che la loro influenza, intesa come nostro background sia stata importante.
RAFFAELLO
La musica popolare è esattamente lo specchio della società di oggi, oggi c'è tutto, c'è tanto ma come in tutte le cose io guardo sempre l'altra faccia della medaglia e dico dopo tanti anni di ricerca che c'è la musica bella e la musica brutta in tutti gli stili anche in quello popolare, e purtroppo adesso si ricerca sempre meno ed è tutto omologato ad un mercato troppo veloce che rimane solo superficiale cosi' anche  tanti musicisti cadono in questo inganno.


5) Il nuovo lavoro ad un primo ascolto appare ben equilibrato ed omogeneo nelle sonorità, lineare e godibile dall' inizio alla fine, lasciando davvero buone sensazioni nell' ascoltatore: quali brani pensate che esprimano meglio il vostro personale universo musicale?
MASSIMO
Io ho sempre lavorato su musica strumentale, dove la voce ha sempre avuto un ruolo marginale; nonostante ciò credo che LU TEMPU possa rappresentare questo disco alla perfezione: una ballata simil irlandese in testo reatino. Ma anche brani come INCANTO, SOPRA LE EMOZIONI o TERRA IN VISTA  sono molto significativi
RAFFAELLO
Non riesco ad esprimere un giudizio sui brani, ognuno di loro mi da' delle sensazioni, ogni canzone porta dentro Massimo e Raffaello,  quando l'ascolto sento una linea tra un brano e l'altro come fosse un unica traccia dove affondo e riemergo alternato e insieme a Massimo.

6) I testi dei pezzi, tutti di Raffaello Simeoni, e per di più in dialetto reatino, in che modo pensi che riescano ad esprimere quei sentimenti e quelle emozioni che con i vostri "suoni" e la vostra musica avete voluto trasmettere all' ascoltatore?
MASSIMO
Io ho sempre lavorato su musica strumentale, dove la voce ha sempre avuto un ruolo marginale; nonostante ciò credo che LU TEMPU possa rappresentare questo disco alla perfezione: una ballata simil irlandese in testo reatino. Ma anche brani come INCANTO, SOPRA LE EMOZIONI o TERRA IN VISTA  sono molto significativi
RAFFAELLO
I testi per me  come sempre vanno di pari passo alla musica, io improvviso con la voce durante le registrazioni, scrivo parole frasi, registro e cancello come se disegnassi, il reatino perchè è  la mia lingua musicale non posso farne a meno, e poi questo era l'obiettivo del disco mettere più mondi a confronto, la mia mediterraneita' anche nel cantato e le sonorità più sospese di Massimo, anche se spesso i ruoli sono stati completamente capovolti.

7) Avete apportato nel nuovo lavoro qualche novità nel vostro modo di lavorare e di intendere il "fare musica" rispetto al vostro passato, magari utilizzando strumenti nuovi e diversi oppure applicando nuove sperimentazioni sonore ,frutto, magari, della vostra più recente ricerca musicale?
MASSIMO
Direi di no. Questo disco è stato concepito più o meno come i miei precedenti, a parte il fatto di essere stato scritto a quattro mani con Raffaello (hai detto niente...)
RAFFAELLO
C'è sempre novità in un nuovo lavoro, ho cercato di semplificare molto utilizzando meno suoni, normalmente io registro tutti gli strumenti da solo e poi chiamo gli amici musicisti in studio, in questo caso sapendo che il disco era in due, tutti e due suoniamo vari strumenti, in molti casi gli stessi, ci siamo autolimitati ed il risultato è un disco semplice, intenso ma anche veloce e fresco.

8) Quali emozioni e sentimenti si provano al momento della pubblicazione di un proprio nuovo lavoro?
MASSIMO
Grande curiosità, soprattutto per come sarà accolto dal pubblico: comincia la serie di confronti coi dischi vecchi “questo è più bello, meno rock, più leggero, più tuo, meno suo....”divertente, no? e anche l'orgoglio di aver realizzato qualcosa per te di molto importante e che tu consideri molto bello.
RAFFAELLO
Quando esce un nuovo lavoro per me è la conclusione, è finito, già penso al prossimo, spesso non riascolto neanche i miei dischi , deve passare un po' di tempo.

9) L' uscita di un nuovo lavoro musicale rappresenta comunque un successo in uno scenario discografico italiano assolutamente in crisi: qual' è il vostro rapporto con il mondo discografico e della imprenditoria musicale in genere?
MASSIMO
Io posso solo ringraziare una persona che risponde al nome di Fabio Puglia; da appassionato si è ritagliato un piccolo ma virtuoso spazio imprenditoriale nel mondo musicale, creando questa realtà che risponde al nome di AI-MUSIC, di cui sono direttore artistico, che produce solo roba a nostro parere di qualità elevata. Sono molto fortunato ad essere suo amico e molto orgoglioso di far parte di questa squadra. Ovviamente anche TERRE IN VISTA esce con questa etichetta
RAFFAELLO
Per me fare musica è un esigenza, io mi sveglio la notte con le note in testa, e la cosa che preferisco è la fase creativa, gli esperimenti, accordare lo strumento prima di registrare mi fa venire l'acquolina in bocca, fare un assolo con il flauto con le cornamuse, e la mattina di corsa accendere il computer per riascoltare quello che hai registrato la sera prima, come quando disegni  non staccheresti mai  la matita dal foglio e poi i colori, e lo guardi  e lo riguardi e ti vengono nuove idee, insomma per me questa e linfa vitale, quindi io farò dischi sempre anche se il mercato non esiste più, si troverà un'altra forma per farli arrivare alla gente, a me interessa scrivere cose nuove.


10) Qual è il vostro rapporto con la musica colta e raffinata? la musica classica ad esempio, o la musica pop di consumo?
MASSIMO
La musica pop di consumo non è né colta né raffinata. La musica classica la conosco e la ascolto spesso; invidio molto la capacità dei grandi compositori di sviluppare armonie e disarmonie privi come erano del formato canzone, quindi nella libertà artistica più totale. Mi piacerebbe un giorno avere le competenze musicali per scrivere una sinfonia o qualcosa del genere...per il mio puro piacere personale, neanche Fabio Puglia arriverebbe a pubblicare una cosa così (ah ah)!
RAFFAELLO
Ho sempre ascoltato tanta musica fin da piccolo, a scuola ero un emarginato per questo perchè non condividevo con nessuno i miei ascolti che erano diversi dagli altri, amo tutta la musica, non credo che esista una musica più colta di un altra, c'è sempre qualcuno che deve dare un ordine all'arte, la cosa più astratta di tutte specialmente la musica, come dicevo prima c'è quella brutta e quella bella, poi ci sono le mode e il businnes ma quella è un altra cosa.

11) Infine, Massimo e Raffaello, Quali sono le vostre "Terre in Vista"?
MASSIMO
E chi lo sa? L'importante è essere in mare aperto e tenere fisso lo sguardo alto verso l'orizzonte. Poi si vedrà....
RAFFAELLO
Di terre in vista ne ho attraversate tante ma non voglio assolutamente fermarmi in nessuna di esse.



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