RAFFAELLO SIMEONI

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Mo l'estate

 



PRESENTAZIONE DI RAFFAELLO SIMEONI AL FESTIVAL "MO L'ESTATE" 2007


"Imbottiti come sono….di mare e martiri lune, i miei sguardi zavorra che attendono lettere o navi dall'Egitto. Condanna dei profeti di macchia, li spreme, nessun oblio alla fame…..controra di marzo, il sole…mi determina neve alla ricerca sempre…di non so più che cosa…fino alla fine…fino alla fine del mondo…"
Si apre così,  con una stupenda lirica del poeta Franco Pistone, questo primo lavoro da solista di Raffaello Simeoni,  polistrumentista e già leader dei Novalia, gruppo reatino on the road ormai da oltre un decennio, dal titolo "Controentu".
Ho avuto occasione di sentirlo  in anteprima l'estate scorsa e devo dire che l'impatto è stato davvero insolito….abituato com'ero ad ascoltare Raffaello essenzialmente nelle vesti di cantante di storie musicali  molto raffinate  sotto l'aspetto delle sonorità (Ricordate Ebla?) ed in cui il dialetto dell'alto Lazio era usato come lingua trainante. Quest'opera invece,  come mi raccontava  l'autore, è essenzialmente  un disco di canzoni, nelle quali non mancano, è vero,  forti accenti dialettali, ma in cui  l'artista  mette  in gioco se stesso soprattutto  come  interprete. In realtà Raffaello in ogni brano tradisce le sue origini di musicista di grande spessore , la sua ghironda, il suo organetto, il suo flauto, la sua zampogna ci coinvolgono e ci emozionano, ci conducono per mano in un'atmosfera quasi magica,  che spazia dal Medioevo alle sponde del Mediterraneo, dalla tradizione all'innovazione, da Violetta Parra alla tarantella del Gargano. Direi che è un'occasione irripetibile per avvicinarsi e conoscere un'artista forse poco conosciuto ma che, a mio parere,  ha  ancora molto da dire nel panorama della musica italiana ed etnica in particolare. Dal vivo poi………ma questa è un'altra storia che vi racconterò, prima o poi….
Attenzione a "Fino alla fine ellu munnu", a "Controentu", a "Il cavalier di Francia"(eccellente uso della ghironda, tipico strumento di origine medievale di cui Raffaello è grande maestro) e "O' viceré" .
Accanto a Raffaello in questo breve tragitto musicale  ritroviamo artisti del calibro di Giuliana De Donno, Massimo Giuntini (Modena City Ramblers), Nando Citarella(Tamburi del Vesuvio), e gli inseparabili Stefano Manelfi, Carlo Ferretti ed Alessandro Strinati.
Dodici ballate che si lasciano ascoltare  tutte d'un fiato e che  ci introducono nel magico mondo di un menestrello dei giorni nostri o di un brigante alla ricerca della libertà perduta….

Emilio Sacco per Citymusic

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