RAFFAELLO SIMEONI

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Mater sabina l'isola che non c'è





MATER SABINA: IL NUOVO DISCO DI RAFFAELLO SIMEONI


Un consiglio è dovuto prima di iniziare ad ascoltare Sabina Mater di Raffaello Simeoni: è necessario andare nel suo sito ufficiale, cercare il link “i miei strumenti” e da questa visione trasferirsi all’ascolto dell’album. Quello che ascolteremo sarà difatti l’immagine trasposta di ciò che abbiamo osservato: una sterminata sequenza di note figlia degli innumerevoli strumenti suonati dall’eclettico musicista reatino, già membro del gruppo Novalia che ha percorso varie strade del mondo della musica tradizione ed al contempo contaminata. “Mater sabina” è un gran bel lavoro, ricco di spunti musicali, di colori, di visioni ancestrali, di sonorità da ascoltare con attenzione, da ricercare con cura, da assaporare con meticolosa golosità.

quella che si dipana dinnanzi all’ascoltatore è una storia antica, piena di ricordi, tradizioni, terra e sudore, dolori e passioni. E’ musica seria, perché seria è la storia degli uomini, di qualunque latitudine essi siano e questo album di storie ne racconta davvero tante, con enfasi ma anche con il giusto riserbo che è dovuto alle “cose” serie. Quasi tutto il lavoro è sostenuto da sonorità lievi, capaci di mantenere le atmosfere su un piano di grande leggerezza ma, al contempo, di straordinaria efficacia lirica. Come accade in Mariposa oppure in Kyrieleisong ed anche in Athos. Album come questo ci riconciliano il buonumore e la speranza nei confronti della musica nostrana spesso sottovalutata oppure snobbata a favore di prodotti di provenienza estera che non sempre possiedono quel timbro di qualità sempre preteso dagli artisti italiani. Qualità rappresentata anche dalla miriade di strumenti presenti nelle canzoni che, anziché soffocarle, le circondano di una sorta di affetto strumentale che ne accarezza le liriche incastrandole, in maniera perfetta, tra le partiture senza fine messe in campo in tutti i brani.

ROSARIO PANTALEO per "L' Isola che non c' è"

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