RAFFAELLO SIMEONI

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A sud del mondo


"A SUD DEL MONDO"
Trio De Donno Cusato Simeoni

I confini del mondo sono luoghi che appartengono alla nostra memoria, solchi profondi che l'animo umano, spesso, cerca di rintracciare o di individuare ma che il più delle volte restano semplici linee disegnate su di una cartina geografica.
Ai confini del mondo c'è il sud, ci sono terre da scoprire, luoghi, sensazioni da cogliere e  vivere intensamente….c'è un viaggio lungo e difficile che ci consegna le emozioni e lo stupore dell'osservatore, e c'è chi cerca, per mezzo della musica, di accompagnarci in questo tragitto che partendo dall' Irlanda e dalla Scozia, luoghi a sud di un mondo freddo ed inospitale, attraversando gli oceani, arriva dapprima in Italia, il  sud di un mondo industrializzato che corre troppo veloce,  e raggiunge, infine, i veri confini della terra, quell' America Latina, sede di civiltà antiche che si confronta, perdente, con un mondo che bada esclusivamente al progresso ed alla ricchezza.
Venuto alla luce senza troppi clamori, questo progetto, denominato appunto "A sud del mondo", e che vede uniti in trio eccellenti musicisti quali Massimo Cusato, percussionista calabrese dalle innate doti ritmiche, Giuliana De Donno, arpista ormai assai nota nel mondo della musica etnica, ma che non disdegna rapidi ritorni alla musica classica,  antico ed indimenticato amore, e Raffaello Simeoni, polistrumentista e cantante dalle inconfondibili qualità, capace di passare con grande versatilità, dall'organetto diatonico al flauto,  dalla cornamusa alla ghironda e al canto, ci sembra un'operazione davvero interessante.
Il disco si compone di  una serie di pezzi tradizionali, riarrangiati dal trio che ha modellato le sonorità di questi brani adattandoli  al naturale lirismo dell'arpa, che tratteggia dolcemente i confini di ogni brano, con il sostegno ritmico delle percussioni di Massimo e dei fiati di Raffaello che alterna la sua voce a qualche rapido passaggio di quello che è lo strumento per cui lo amiamo di più, l'organetto diatonico.

Non mancano, ovviamente le sorprese, vista la presenza di ospiti del calibro di Rodolfo Maltese, chitarrista di gran pregio (Indaco), del mai domo Nando Citarella, davvero in gran spolvero, nella esecuzione di una magistrale "Fronna suite…….", di Andrea Di Cesare al violino assolutamente a proprio agio in un pezzo della tradizione celtica quale "The Morrison jig" e Gabriel Aguilera virtuoso del charango che si cimenta, pensate un po', in una pizzica tarantata, il sud che incontra il sud, oserei dire,   brano questo che conclude degnamente  il disco.
Da non dimenticare una versione da brivido di "Amans Amantis", pezzo della tradizione medievale del centro Italia, già patrimonio dei  Novalia, ma che il trio  ci ripropone in una versione più dolce e più ispirata, assai vicina al modo con cui Raffaello Simeoni lo esegue nei suoi concerti dal vivo.
Una piacevole sorpresa, dunque, questo lavoro, che merita grande attenzione, soprattutto per il tentativo dei musicisti  di lanciare  nello spazio di pochi pezzi, un messaggio universale: esiste sempre, in ogni parte del mondo, un sud, un confine che segna la linea di divisione tra ricchezza e povertà, tra progresso ed arretratezza, tra moderno ed antico. Sta a ciascuno di noi fare la propria scelta culturale, se cioè stare dalla parte del più forte o seguire i sentieri dell'anima e condividere i sentimenti del più debole.
Loro, i tre musicisti, con questo eccellente album "A sud del mondo", la scelta di fondo l'hanno già fatta.


Emilio Sacco

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